ottobre 2015

Tour Marocco: costa atlantica, dune del deserto del Sahara e Oualidia

Posted By : Maggy/ 19 0

Quando si esce dalla grande cisterna il sole marocchino quasi ferisce gli occhi ma invita anche ad ammirare Mazagan nel suo insieme, dall’alto: la cosa migliore per farlo è passeggiare sulle mura della cittadella fortificata, per scendere alla fine del giro e infilarsi in qualche vicolo della medina. Magari per entrare in un forno a legna dove assaggiare il khubz, un fragrante pane di semola; oppure per andare a rilassarsi in un vecchio hammam (con orari rigorosamente distinti per uomini e donne) alimentato anch’esso da una caldaia a legna.

Qui il venerdì, giorno sacro nell’Islam, si può assistere al rito della tanjia, tradizionalmente preparata solo dagli uomini: una giara di cotto viene riempita di carne di montone e spezie e poi sigillata; per pochi dirham il guardiano dell’hammam la fa cuocere lentamente sotto la cenere, per ore, e quando la giara viene stappata sprigiona un profumo capace di stimolare l’appetito di chiunque.

Ma c’è molto da scoprire anche oltre El-Jadida. Proseguendo sulla costa atlantica verso sud si incontrano panorami di peculiare bellezza: le lunghe onde dell’oceano arrivano a lambire grandi dune di sabbia – a ricordarci che siamo comunque in un Paese sahariano – e non si vede quasi nessun segno di presenza umana, a parte un pastore con le sue pecore in groppa ad un asinello, alcune saline in riva al mare e qualche serra più all’interno.

Scendendo per 78 chilometri lungo la costa a sud di El-Jadida si arriva infine alla candida cittadina di Oualidia, fondata nel XVII secolo dal sultano El Oualid e oggi celebre meta di vacanze per le famiglie della ricca borghesia marocchina di Rabat, Casablanca e Marrakech, ma ancora quasi ignota al turismo occidentale.

Tour Marocco: El Jadida ed Essaouira

Posted By : Maggy/ 15 0

El-Jadida condivide con la più famosa sorella Essaouira un passato coloniale portoghese di cui Mazagan conserva vari tesori architettonici, come l’imponente ed elegantissima cisterna d’acqua (risalente al 1541) che si può visitare in rue Mohammed Ahchemi Bahbai. Si tratta di una vasta sala con soffitti a volte, sorretti da 25 colonne, con un foro al centro per la raccolta dell’acqua piovana.

Oggi il suolo si presenta coperto da un sottile velo d’acqua che fa da specchio ai raggi del sole: le sciabole di luce che entrano dal foro si rifrangono sul pavimento e poi sulle colonne in un moltiplicarsi di giochi di ombre e di luci esaltati dal silenzio profondo del luogo, in cui ogni minimo rumore anche una singola goccia d’acqua che cade dall’alto viene amplificato, spingendo il visitatore a stare con i sensi all’erta.

Il fascino di questa cattedrale laica non sfuggì a un regista geniale come Orson Welles, che nel 1952, in visita a El-Jadida, decise di girare all’interno della cisterna-palazzo alcune scene del suo celebre film Otello.