Year: 2015

Vacanze in Marocco: sciare?

Posted By : Omar Mbirek/ 673 0

Perchè no? Un’atmosfera unica tra montagne innevate, rocce rosse e vista sul deserto all’orizzonte. Può sembrare una cosa strana, fuori dagli schemi, ma proprio per questo deve essere vissuta. Il deserto, le città imperiali, ma anche la neve del massiccio dell’Atlante. Abbinare la passione per lo sport invernale con un tour in Marocco nelle calde e affascinanti città imperiali di Marrakech e Fes.

A soli 75 km da Marrakech si raggiunge il monte Oukaïmeden che raggiunge un’altitudine di 3200 metri e la zona sciistica si trova fra i 2500 e i 3200 metri. Sono a disposizione 6 seggiovie e una ventina di piste da sci che si estendono per oltre 300 ettari sul pendio nord dell’Oukaïmeden.Tra le attività possibili ci sono anche lo sci di fondo e il fuoripista.

A sessanta chilometri da Fès, a oltre 1700 metri di altitudine, sorge Ifrane, soprannominata la “Svizzera” del Marocco che ricorda per i suoi chalet la Svizzera. Ifrane è grande cittadina dallo stile alpino chic, una meta elegante, in cui in inverno è possibile praticare lo sci di fondo e da discesa. I turisti arrivano per provare piste le innevate o semplicemente per godersi il piacere del meraviglioso panorama. La stazione sciistica ha 5 piste e 2 skilift ed è situata nel massiccio del Medio Atlante a 1650 m di altitudine, in un’oasi circondata dalla grande foresta di cedri.

A 19 km a sud di Ifrane è possibile sciare nella bellissima stazione di Michlifen. Questa località sciistica, situata a 2000 metri d’altezza, sorge all’interno di un cratere di un vulcano estinto, in una conca poco profonda anch’essa da boschi di cedri.

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Tour Marocco: costa atlantica, dune del deserto del Sahara e Oualidia

Posted By : Omar Mbirek/ 650 0

Quando si esce dalla grande cisterna il sole marocchino quasi ferisce gli occhi ma invita anche ad ammirare Mazagan nel suo insieme, dall’alto: la cosa migliore per farlo è passeggiare sulle mura della cittadella fortificata, per scendere alla fine del giro e infilarsi in qualche vicolo della medina. Magari per entrare in un forno a legna dove assaggiare il khubz, un fragrante pane di semola; oppure per andare a rilassarsi in un vecchio hammam (con orari rigorosamente distinti per uomini e donne) alimentato anch’esso da una caldaia a legna.

Qui il venerdì, giorno sacro nell’Islam, si può assistere al rito della tanjia, tradizionalmente preparata solo dagli uomini: una giara di cotto viene riempita di carne di montone e spezie e poi sigillata; per pochi dirham il guardiano dell’hammam la fa cuocere lentamente sotto la cenere, per ore, e quando la giara viene stappata sprigiona un profumo capace di stimolare l’appetito di chiunque.

Ma c’è molto da scoprire anche oltre El-Jadida. Proseguendo sulla costa atlantica verso sud si incontrano panorami di peculiare bellezza: le lunghe onde dell’oceano arrivano a lambire grandi dune di sabbia – a ricordarci che siamo comunque in un Paese sahariano – e non si vede quasi nessun segno di presenza umana, a parte un pastore con le sue pecore in groppa ad un asinello, alcune saline in riva al mare e qualche serra più all’interno.

Scendendo per 78 chilometri lungo la costa a sud di El-Jadida si arriva infine alla candida cittadina di Oualidia, fondata nel XVII secolo dal sultano El Oualid e oggi celebre meta di vacanze per le famiglie della ricca borghesia marocchina di Rabat, Casablanca e Marrakech, ma ancora quasi ignota al turismo occidentale.

Tour Marocco: El Jadida ed Essaouira

Posted By : Omar Mbirek/ 549 0

El-Jadida condivide con la più famosa sorella Essaouira un passato coloniale portoghese di cui Mazagan conserva vari tesori architettonici, come l’imponente ed elegantissima cisterna d’acqua (risalente al 1541) che si può visitare in rue Mohammed Ahchemi Bahbai. Si tratta di una vasta sala con soffitti a volte, sorretti da 25 colonne, con un foro al centro per la raccolta dell’acqua piovana.

Oggi il suolo si presenta coperto da un sottile velo d’acqua che fa da specchio ai raggi del sole: le sciabole di luce che entrano dal foro si rifrangono sul pavimento e poi sulle colonne in un moltiplicarsi di giochi di ombre e di luci esaltati dal silenzio profondo del luogo, in cui ogni minimo rumore anche una singola goccia d’acqua che cade dall’alto viene amplificato, spingendo il visitatore a stare con i sensi all’erta.

Il fascino di questa cattedrale laica non sfuggì a un regista geniale come Orson Welles, che nel 1952, in visita a El-Jadida, decise di girare all’interno della cisterna-palazzo alcune scene del suo celebre film Otello.

Tour in Marocco: set cinematografico tra deserto, città imperiali e mare

Posted By : Omar Mbirek/ 593 0

Il Marocco è sempre stato uno straordinario set cinematografico. Non si contano i film occidentali girati almeno in parte qui: da Casablanca a Lawrence d’Arabia, da Marrakech Express a Il tè nel deserto, a Il gladiatore, il cinema ha contribuito a far scoprire ai turisti europei questo meraviglioso Paese, i suoi deserti e le sue città imperiali.

Anche la costa atlantica del Marocco ha luoghi di forte richiamo come Casablanca, Essaouira o Agadir, eppure c’è un tratto di quella costa che finora è stato ignorato dal turismo di massa: si tratta di una regione compresa tra le cittadine di El-Jadida e Oualidia, che conservano atmosfere di un Marocco antico, con incantevoli architetture tradizionali e ambienti naturali di grande bellezza.

Anche questa parte del Marocco ancora in ombra ha però attirato nel tempo vari uomini di cinema. Come Giuseppe Tornatore, che nel 1999 ha trovato nelle strade assolate e nel lungomare di El-Jadida le atmosfere ormai perdute della Sicilia degli anni Quaranta, ambientazione del suo film Malèna. Situata a soli 90 chilometri da Casablanca, El-Jadida rimane oggi un gioiello nascosto, e la cosa è tanto più sorprendente visto che il luogo fa parte dei Patrimoni culturali dell’umanità. Nomina decisa dall’Unesco nel 2004, per tutelare quella che un tempo veniva chiamata Mazagan e oggi citè portugaise, ovvero la maestosa cittadella-fortezza che di El-Jadida è il cuore, edificata sul mare dai portoghesi nel 1506.

Tour in Marocco: la medina di Fes

Posted By : Omar Mbirek/ 491 0

A prima vista, la medina di Fes non ha niente di spirituale. E’ un dedalo di contorti budelli in cui bisogna scansare di continuo persone, carretti e muli da soma, un ammasso fremente di rumori, colori e odori, un animale gigantesco che si nutre e respira di vita propria, una creatura avvolgente che stordisce e sfinisce.

Possono sembrare scenari da inferno dantesco il souk dei tintori, con il rosso che scorre tra i ciottoli dei vicoli, oppure le concerie di Chouara, con gli operai piegati in due nelle vasche dei colori e imbrattati di tinta fin sopra alla testa. L’odore delle pelli trattate è così forte che ai turisti, affacciati su una terrazza soprastante, viene dato un rametto di menta per nascondere l’odore.

Può venire la tentazione di scappare, da qui alla medina, ma occorre restare il tempo necessario perchè la prospettiva cambi e il percorso iniziatico si compia. Allora tutto diventa immateriale a Fes, come in un sogno che emerge dal passato. La città si perpetua nel tempo fedele a sè stessa, come una categoria dello spirito. Questa dimensione trova l’apoteosi ogni estate, quando Fes ospita il mistico Festival delle Musiche Sacre del Mondo.

Ma si può cogliere sempre, come una storia che “non si ferma a questa porta. Prosegue, ma non atrraverserà più porte aperte in qualche muraglia. Girerà su un percorso circolare e dovremo seguirla sempre più attentamente”. (Tahar Ben Jelloun, scrittore nato a Fes nel 1944, in Creatura di sabbia). Anche senza macchina fotografica.

Tour in Marocco: Fes

Posted By : Omar Mbirek/ 481 0

Le dimore aristocratiche di Fes sono numerose (l’Unesco ha censito circa 500 edifici di pregevole valore architettonico), ma l’anima della città è nei tuguri popolari della grande medina di Fes el Bali, dove le guide avvisano il turista che è pericoloso avventurarsi di notte e lasciare le vie più battute di giorno.

Fino a qualche anno fa era solo la povertà a trattenere la gente in questo formicaio di vicoli e a indurla a perpetuare con faticose lavorazioni interamente a mano mestieri tradizionali come il conciatore, l’arrotino, il tintore, il tessitore, il sarto.

Oggi i restauri edilizi e la vigilanza contro la criminalità da strada richiamano da fuori non abitanti, compresi non pochi intellettuali europei, nel solco di una tradizione che ha come precursori Pierre Loti, Paul Bowles, Anais Nin. Ma è la gente comune che ha conservato Fes es Bali, prima dell’Unesco.

Tour in Marocco: da Volubilis verso Fès

Posted By : Omar Mbirek/ 501 0

Da Meknes il tour in Marocco continua. Chiediamo a Youssouf di farci da guida anche nelle importanti rovine romane di Volubilis. Sono a un paio di chilometri soltanto, ma dopo aver sorriso, lusingato esita e dice: “No, non conosco bene la loro storia. E poi là ci sono altre guide”. Due volte onesto. Prima di lasciarci andare ci indica la strada.

Visitiamo il sito archeologico da soli e siamo pronti all’ultimo balzo. Solo un’ora di strada si frappone tra noi e Fès, il nostro viaggio ci ha portato finalmente alle radici del Marocco, nella città più antica, nata nel 789. Dodici secoli di storia sono racchiusi tra i bastioni e le porte delle diverse cinta murarie, nelle moschee e nelle mederse (scuole coraniche), nei palazzi nobiliari dagli interni decorati con piastrelle di ceramica e nelle residenze private dagli insospettabili giardini.

Cortili, vasche e fontane nel ridondante stile moresco ricordano gli splendori dell’Alhambra di Granada, in Spagna. Case andaluse a due piani con balconate in legno scuro si conservano nella Mellah, antico quartiere ebraico nella piccola medina di Fès el Jedid.

Tour in Marocco: il mausoleo di Moulay Idriss

Posted By : Omar Mbirek/ 659 0

Meknes è già un bel salto nel passato. Ma Moulay Idriss rappresenta un gradino ulteriore nel percorso iniziatico verso Fes, perchè aggiunge un clima di spiritualità religiosa. Questo piccolo centro a una trentina di chilometri da Meknes è la quinta città santa per importanza del mondo musulmano (dopo La Mecca e Medina in Arabia Saudita, Gerusalemme in Israele, Kairouan in Tunisia), grazie al mausoleo di Idriss, primo missionario della fede islamica in Marocco e fondatore di Fes e della prima dinastia imperiale.

La tomba del “padre del Marocco”, discendente di Alì il genero di Maometto, è il luogo più venerato del Paese. Ci viene indicata dall’alto di un punto panoramico, tra bianche casette intonacate a calce che riflettono la luce abbagliante del sole. Non possiamo entrare, anche qui l’ingresso è proibito ai non islamici.

Così spiega Youssouf (“Giuseppe”, traduce subito lui), una guida. Ha un’ottima preparazione culturale. “Ho frequentato per due anni l’Università di Meknes”, racconta, “ma purtroppo ho dovuto smettere. Andare e tornare con l’autobus da qui alla città era troppo caro”. Quanto? “Venti dirham al giorno: quasi due euro, troppo per me” … il tour in Marocco continua …

Marocco città imperiali: il valore di Meknes

Posted By : Omar Mbirek/ 520 0

La città imperiale di Meknes è nei secoli finita ai margini della storia e i prestigiosi monumenti che le rimangono, come i granai e la tomba di Moulay Ismail e la porta di Bab Mansour, danno un’impressione di estraneità al contesto, quasi come cattedrali nel deserto.

Il vero valore di Meknes è nella fedeltà a una tradizione, quella berbera, minoritaria in Marocco dai tempi lontani della venuta degli Arabi. Protetta da 45 chilometri di mura e riparata da secoli dalle tempeste della storia, ha mantenuto un rapporto speciale con questa etnia originaria dalle vicine montagne dell’Alto e Medio Atlante. “Io sono berbero”, rivendica con orgoglio il taxista Ahmed, che come tutti i colleghi viaggia su Fiat Uno celesti di ordinanza, “e Meknes è la capitale dei Berberi”.

Un ruolo che sopravvive nell’artigianato, soprattutto per quanto riguarda i tappeti, stoffe, abiti che si trovano nel souk vicino alla Grande Moschea, e nella passione collettiva per l’equitazione, con scuderie di allevamento che preservano il cavallo berbero, razza in via di estinzione.

Marocco: panico nella moschea Hassan II! Un topolino semina il terrore …

Posted By : Omar Mbirek/ 641 0

(AGI) – Rabat, 15 lug. – Panico nella moschea Hassan II di Casablanca, in Marocco, dopo che un topolino si e’ introdotto martedi’ sera tra i fedeli impegnati nelle preghiere per la fine del Ramadan. Una donna ha visto il roditore e ha lanciato l’allarme, scatendando un fuggi-fuggi generale, fra grida e svenimenti, che ha provocato 81 feriti. Fra questi, una signora incinta che ha subito due fratture a una gamba ed e’ stata ricoverata in ospedale per accertamenti. “Ottantuno persone, soprattutto donne, hanno risportato lievi ferite e fratture. Alcune sono svenute”, ha confermato l’agenzia marocchina Map. (AGI) .