Tour Marocco da Oujida

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Un tour in Marocco fra oasi e ksar seguendo un percorso insolito.
Si parte da Oujida alla volta di Taza, una piccola città circondata da antiche mura, che per secoli è stata il punto di riferimento di passaggio tra Fes e il centro del Marocco. Lungo il percorso si visita il Parco Naturale Jebel Tazzeka, cuore pulsante di una natura incontaminata e di paesaggi maestosi.
Il paesaggio che accompagna il turista in questo tour del Marocco particolare è molto vario: si parte da zone verdeggianti per poi cambiare, dopo Ain Beni Mathar, in altopiani e steppa sabbiosa decorata dalla pianta pietra (lithops), tipica vegetazione che può crescere e resistere in un clima secco.
Durante il percorso ci si fermerà per la sosta del pranzo, avendo la possibilità di gustare il famoso tajine di pollo o di agnello o di verdure e il cous cous, accompagnati da pane arabo e olio di argan (l’olio di argan non è solo per la cura estetica, ma è un ottimo integratore alimentare).
La regione è abitata dalla popolazione nomade, che si dedica prevalentemente all’allevamento di dromedari e capre.
Il nostro tour in Marocco prosegue verso Er Rachidia, costeggiando la valle del fiume Ziz (Oued Ziz), che nutre lo splendido palmeto di Tafilalet. La Valle dello Ziz è una regione particolarmente bella, poichè il fiume traccia il suo percorso formando gole tra le falde dei monti Atlas per proseguire e perdersi nei pressi del deserto del Sahara.
Er Rachidia è la cittadina più grande del Marocco del sud. Un tempo il suo nome era Ksar es Souk ed era il punto strategico di passaggio in Algeria (la frontiera è ormai chiusa da tempo). Il clima in questa zona del Marocco è alquanto arido: in estate si raggiungono i 40°, mentre l’inverno è alquanto rigido.
Vicino a Er Rachidia è interessante visitare una sorgente naturale (Source Bleue de Meski) dove è stata costruita una piscina naturale.
Proseguendo il tour si raggiunge così Midelt, situata sulla catena montuosa dell’Atlante sulla strada principale che collega Fes a Meknes.
Trovandosi ad una certa altitudine la temperatura è temperata rispetto al resto del Marocco.

Da Midelt si prosegue il tour del Marocco verso la splendida Fes, la più antica delle città imperiali e forse la più famosa delle città imperiali dopo Marrakech, e quella con la medina più antica e grande.
Si può iniziare la visita della città vecchia di Fès (Fès el-Bali) e della sua medina, la più grande e famosa di tutto il mondo arabo, entrando dalla Bab Boujloud, la porta più importante e dirigendosi verso Dar Batha, una costruzione ispanico – moresca che ospita un bel museo dell’arte popolare. Si prosegue poi con la visita della madrasa Bou Inania, la scuola coranica di Fès, dove i giovani studiavano il corano tra camere, oratorio e un magnifico patio. La visita continua poi attraverso la conceria Chouara, alla scoperta dell’affascinante sistema di lavorazione della pelle, dalla prima ripulitura dal pelo fino alla colorazione con tinture naturali. Si passa poi per la moschea di Qaraouiyine, fondata nel IX secolo da una donna. La visita della città termina passando per la piazza Beffarne, dove ottonai e calderai popolano piazza e vie adiacenti.

Tour in Marocco: set cinematografico tra deserto, città imperiali e mare

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Il Marocco è sempre stato uno straordinario set cinematografico. Non si contano i film occidentali girati almeno in parte qui: da Casablanca a Lawrence d’Arabia, da Marrakech Express a Il tè nel deserto, a Il gladiatore, il cinema ha contribuito a far scoprire ai turisti europei questo meraviglioso Paese, i suoi deserti e le sue città imperiali.

Anche la costa atlantica del Marocco ha luoghi di forte richiamo come Casablanca, Essaouira o Agadir, eppure c’è un tratto di quella costa che finora è stato ignorato dal turismo di massa: si tratta di una regione compresa tra le cittadine di El-Jadida e Oualidia, che conservano atmosfere di un Marocco antico, con incantevoli architetture tradizionali e ambienti naturali di grande bellezza.

Anche questa parte del Marocco ancora in ombra ha però attirato nel tempo vari uomini di cinema. Come Giuseppe Tornatore, che nel 1999 ha trovato nelle strade assolate e nel lungomare di El-Jadida le atmosfere ormai perdute della Sicilia degli anni Quaranta, ambientazione del suo film Malèna. Situata a soli 90 chilometri da Casablanca, El-Jadida rimane oggi un gioiello nascosto, e la cosa è tanto più sorprendente visto che il luogo fa parte dei Patrimoni culturali dell’umanità. Nomina decisa dall’Unesco nel 2004, per tutelare quella che un tempo veniva chiamata Mazagan e oggi citè portugaise, ovvero la maestosa cittadella-fortezza che di El-Jadida è il cuore, edificata sul mare dai portoghesi nel 1506.

Tour in Marocco: la medina di Fes

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A prima vista, la medina di Fes non ha niente di spirituale. E’ un dedalo di contorti budelli in cui bisogna scansare di continuo persone, carretti e muli da soma, un ammasso fremente di rumori, colori e odori, un animale gigantesco che si nutre e respira di vita propria, una creatura avvolgente che stordisce e sfinisce.

Possono sembrare scenari da inferno dantesco il souk dei tintori, con il rosso che scorre tra i ciottoli dei vicoli, oppure le concerie di Chouara, con gli operai piegati in due nelle vasche dei colori e imbrattati di tinta fin sopra alla testa. L’odore delle pelli trattate è così forte che ai turisti, affacciati su una terrazza soprastante, viene dato un rametto di menta per nascondere l’odore.

Può venire la tentazione di scappare, da qui alla medina, ma occorre restare il tempo necessario perchè la prospettiva cambi e il percorso iniziatico si compia. Allora tutto diventa immateriale a Fes, come in un sogno che emerge dal passato. La città si perpetua nel tempo fedele a sè stessa, come una categoria dello spirito. Questa dimensione trova l’apoteosi ogni estate, quando Fes ospita il mistico Festival delle Musiche Sacre del Mondo.

Ma si può cogliere sempre, come una storia che “non si ferma a questa porta. Prosegue, ma non atrraverserà più porte aperte in qualche muraglia. Girerà su un percorso circolare e dovremo seguirla sempre più attentamente”. (Tahar Ben Jelloun, scrittore nato a Fes nel 1944, in Creatura di sabbia). Anche senza macchina fotografica.