Viaggio in Marocco: curiosità per il turista prima di partire

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Conosciamo insieme alcune curiosità del Marocco prima di partire alla scoperta di questo magico paese.

La bandiera: è rossa, e ha una stella centrale verde. Il simbolo della stella rappresenta la saggezza, la pace, la salute e la vita; il colore verde è il colore dell’Islam.

Il Sovrano: è il re Mohammed VI, considerato non solo il capo politico del Paese, ma anche il capo religioso ed il capo delle forze armate. E’ il diciottesimo sovrano della dinastia alawide; è salito al trono nel 1999 succedendo a suo padre.

La Moschea Hassan II: è situata a Casablanca, costruita per volontà del sovrano del Hassan II e inaugurata nel 1993, è la moschea più grande del Marocco e per dimensioni la terza moschea al mondo. E’ l’unica moschea del Marocco visitabile dai turisti.

Il tè verde alla menta: per i marocchini il tè alla menta è la bevanda più amata, un po’ come per gli italiani è il caffè ed è un rituale giornaliero

La Mano di Fatima: la Mano di Fatima (conosciuta come “Khamsa”), è un amuleto costituito da una mano colorata con un occhio al centro, accompagnato da pietre colorate, ed è considerato un infallibile anti-malocchio.

L’Olio di Argan: tempi antichi, l’olio di Argan viene prodotto dalle popolazioni berbere, specialmente dalle cooperative femminili. E’ uno splendido prodotto utilizzato sia per la salute e che per l’estetica (nutrimento per capelli e pelle per contrastare i segni dell’invecchiamento). L’olio vie estratto dai frutti dell’albero dell’argania,che cresce nelle zone sud-occidentali del Marocco. Pare che le prime piante siano comparse 80 milioni di anni fa. L’olio di Argan viene utilizzato per le sue proprietà emollienti, idratanti e fortemente elasticizzati; stimola il rinnovo cellulare ed è utilizzato per i massaggi come rilassamento muscolare. La caratteristica principale di questo olio è il suo elevato contenuto di vitamina E, ne contiene il doppio rispetto all’olio d’oliva.

Il Matrimonio: in Marocco è celebrato secondo una cerimonia tradizionale molto antica. Il tutto inizia il giorno prima della cerimonia nuziale, con un bagno purificatore della sposa, fatto in compagnia di altre donne a lei vicine come parenti o amiche. Durante il rituale del bagno viene usato del profumo d’incenso e si accendono delle candele che, secondo la tradizione, illuminano il cammino della felicità. In seguito, una donna ha il compito di decorare le mani, le braccia e i piedi della sposa con l’henné, perchè si protegge così il matrimonio dagli spiriti maligni e dal malocchio. Il giorno del matrimonio si svolge la “berza”, una grande cerimonia di presentazione della sposa. Vestita da un “tachcita” tradizionale che si può cambiare fino a 10 volte a seconda la posizione sociale della sposa, ella è seduta in modo da essere vista ed ammirata da tutti gli invitati. In Marocco, più che ovunque, il matrimonio è percepito, sia sul piano sociale che su quello religioso, come un atto di una grande importanza. La famiglia dello sposo, in una processione musicale ricca di colori, porta alla sposa alcuni oggetti offerti dal suo coniuge. È la cerimonia della “hdia”, momento forte della celebrazione dell’unione.

Viaggio in Marocco: tour e il grande jazz a Casablanca

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Dall’ 11 al 24 Aprile si svolgerà a Casablanca l’undicesima edizione di “Jazzablanca”, evento dedicato al Jazz. L’evento sarà l’occasione per scoprire nuovi talenti e laboratori musicali per i più giovani. Questa sarà l’edizione più lunga della sua storia, perchè coprirà 9 giorni anzichè 6.
E’ un evento eccezionale che ha ormai un posto di rilievo sia nel panorama culturale in Marocco, ma anche nel cuore degli amanti della musica, grazie alla selezione di artisti di vero talento.

Aprirà la kermesse la cantante soul Macy Gray, con il suo ultimo successo “I try”. Seguirà il bassista del Camerun Richard Bona, riconosciuto a livello mondiale tanto da salire in cattedra alla New York University.

Presente alla manifestazione il vincitore di due Grammy, due Golden Globe e più di 10 milioni di dischi venduti nel mondo il jazzista Jamie Collum, l’artista jazz che ha venduto di più nella storia.

Per chi ama la musica jazz proponiamo la combinazione festival e mini tour da Casablanca di 4 giorni:

Giorno 1: Arrivo a Casablanca/Rabat
Si visita la moschea di Hassan II e subito dopo si parte per Rabat. La visita della capitale inizierà scoprendone le mura merlate color rosso ocra, lunghe in tutto più di 5 Km e costruite per volontà del sultano Yacoub el-Mansour, che danno alla città un carattere tutto speciale che la distingue. Si attraverserà la medina e il suo suk, più autentica di altre perchè i prodotti dei negozi sono rivolti alla clientela locale e quindi meno turistici. Si passerà poi alla visita della kasbah degli Oudaia, una terribile tribù di predatori che la eresse nel XII secolo. Si visiteranno poi la torre di Hassan II, dove le 4 facciate sono decorate diversamente l’una dall’altra, tre nei toni del rosa ed una in quelli del grigio per effetto della brezza marina, i resti della vecchia moschea ed il mausoleo di Mohammed V, sempre accanto alla torre, capolavoro dell’arte tradizionale marocchina, ricca di materiali pregiati provenienti da tutto il mondo e splendide decorazioni. Da qui si tornerà alla città nuova per vedere il palazzo reale, residenza ufficiale del re Mohamed VI e l’adiacente necropoli di Chellah, costruita nel 1339 per ospitare le tombe della dinastia merinide, potremo così passeggiare in un luogo verde, bucolico, romantico e allo stesso tempo denso di storia. A Rabat si cena e si pernotta in riad.

Giorno 2: Meknes/Volubilis/Fes
Dopo la colazione, ci si trasferisce a Meknes, dove ci aspetta la visita guidata della più piccola delle città imperiali. Si varca Bab Mansour, la più importante e notevole tra le porte di Meknes e ci si addentra nelle strade della cittadina fino al Mausoleo di Moulay Ismail, dove è necessario un abbigliamento adeguato. Da qui si procede fino ai granai Hri Moulay Ismail; questo deposito per il grano è il monumento più importante della città imperiale, costruito con muri di argilla battuta mescolata con sassi e paglia (pisé). Si entrerà poi nel cuore della medina attraversando la piazza El-Hedim visitandone il mercato e i souk. Da Meknes con un’ora di strada si raggiunge Fes, ma lungo il percorso si visita il sito archeologico di Volubilis, antica capitale romana di questa parte dell’impero. Si arriva a Fes in serata, si cena e si pernotta in riad.

Giorno 3: La visita di Fes
Giornata dedicata alla scoperta di Fes. Si può iniziare la visita della città vecchia di Fes (Fes el-Bali) e della sua medina, la più grande e famosa di tutto il mondo arabo, entrando dalla Bab Boujloud, la porta più importante e dirigendosi verso Dar Batha, una costruzione ispanico – moresca che ospita un bel museo dell’arte popolare. Si prosegue poi con la visita della madrasa Bou Inania, la scuola coranica di Fes, dove i giovani studiavano il corano tra camere, oratorio e un magnifico patio. La visita continua poi attraverso la conceria Chouara, alla scoperta dell’affascinante sistema di lavorazione del cuoio. Si passa poi per la moschea di Qaraouiyine, fondata nel IX secolo da una donna. La visita della città termina passando per la piazza Seffarine, dove ottonai e calderai popolano piazza e vie adiacenti. Si lascia la medina da Bab Semmarine. Cena e pernottamento in riad.

Giorno 4: Aeroporto di Casablanca
In base all’orario del volo, trasferimento all’aeroporto di Casablanca. Assistenza durante le formalità d’imbarco. Fine del nostro servizio.

Viaggio in Marocco: da Rabat a Meknes

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Una comoda autostrada a pagamento, quasi deserta, corre dritta verso Rabat. Mi accorgo presto a mie spese che i limiti stradali di velocità vengono presi molto seriamente. Una pattuglia della polizia mi ferma e cortesemente mi informa che viaggiavo a 130 km/h: il massimo consentito è 120. Siamo tutti un po’ vittime dei luoghi comuni, perchè francamente non mi aspettavo tanta severità in un Paese del Nordafrica. Comunque, dopo una bonaria ramanzina la multa viene condonata e proseguo indenne. Incontro in seguito altre auto della polizia collocate ad intervalli regolari lungo le autostrade e nei principali incroci delle statali.

A Rabat lascio la costa, senza entrare in città. Punto su Meknes, una delle quattro città imperiali del Paese. E’ la meno nota, perchè non ha la fama di Fes (capitale delle dinastie degli Idrissidi dall’VIII secolo e dei Merinidi dal XIII secolo), nè il fascino a prima vista di Marrakech (capitale degli Almoravidi e degli Almohadi dall’XI secolo), nè il prestigio di Rabat (capitale attuale, dal primo Novecento sede di governo degli Alauiti, la famiglia tuttora al potere con il re Mohamed VI).

Meknes conobbe un’epoca di grande splendore tra il seicento e il settecento, grazie all’ambizioso sultano alauita Moulay Ismail, che giunse a chiedere in moglie una delle figlie di Luigi XIV di Francia (ma il Re Sole gli oppose un rifiuto)…

Perchè un viaggio in Marocco?

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Guardando quel paese dall’aereo, si ha l’impressione che qualcuno abbia posto a sud un enorme ventilatore, che solleva nuvole di sabbia sahariana su tutto il paese. E’ difficile immaginare che sotto quella polvere color ocra si possa nascondere una delle regioni dell’Africa più ricca di colori e sfaccettature.

Solo lo Stretto di Gibilterra lo separa dall’Europa, eppure il Marocco è proprio un altro mondo: un paese delle fiabe orientale, un’avventura in un paese del deserto ricco di promesse. E anche l’idea degli opposti che si attraggono assume toni vivaci come in nessun altro posto al mondo. Solo qualche chilometro divide spesso palazzi sfarzosi, che sembrano tratti dalle “Mille e una notte”, dai villaggi berberi di capanne di argilla cotta al sole, anonimi quartieri moderni sorgono intorno ai suk che emana, invece, tutto il fascino dell’oriente, le cime innevate dell’Atlante fanno capolino tra i palmeti, mentre aldilà delle dune increspate s’intravedono le onde dell’Atlantico.

Nonostante queste infinite sfaccettature, esiste un fattore comune: una bellezza che sembra in bilico tra seduzione e decadimento, di cui si sono innamorati architetti e designer di tutto il mondo, fondendo capolavori di artigianato locale con moderni elementi stilistici e trasformano poderi isolati in case da sogno piene di sorprese. Preservazione di un’antica cultura, da una parte, e scoperta di creatività – è questa la magia del Marocco.

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